Diario di viaggio 23.06.2016

Botswana e Zimbabwe di Elena Manfredi

Diario di viaggio a cura di: Elena Manfredi | Destinazione: Botswana

I questi luoghi la vita di noi occidentali si ferma, anzi continua nel silenzio e nella pace di una terra che sembra cosi lontana da noi ma che e’ cosi vicina... te la senti davvero dentro una volta arrivato qui.

E’ impagabile cio’ che si prova a seguire le orme di un leopardo e scovarlo all’improvviso che ti guarda a distanza ravvicinata, o a perderlo tra i fitti cespugli verdeggianti e ritrovarlo poi mentre tende un agguato. E’ impagabile cio’ che si prova a camminare in spazi aperti tra impala in guardia che avvertono segni d’allarme lanciati dal resto del branco e dalla moltitudine di uccelli svolazzanti tra i secchi rami di alberi scorticati e abbattuti da elefanti stanchi, mai sazi e infangati .

La sensazione è unica e si percepisce nell’ascoltare il cinguettio dei tantissimi uccelli che riecheggia di pianta in pianta, o nell’osservare la moltitudine di zebre, gnu, giraffe, elefanti in totale silenzio o nel trovarsi improvvisamente di fronte ad una famiglia di 25 elefanti in una pozza d’acqua in penombra e provare adrenalina a mille nell’udire il loro barrito mentre il piu’ possente ti si ferma a pochi metri, scrutandoti con aria dubbiosa. E come spiegare cosa si prova al ruggito di un leone a distanza ravvicinata nel silenzio della savana? Tu non lo vedi ma avverti la sua possenza e capisci il perché venga definito “ il Re della Foresta”!

Come dimenticare i frequenti suoni emessi dai vari animali notturni e sapere che, mentre tu sei all’interno della tua “casa” (si’ perché dopo i primi giorni la tua tenda diventa tale), nel buio della notte ti stanno facendo compagnia iene, leopardi e babbuini?

Poi arriva poi l’inconfondibile primo rumore “umano” dell’alba: la cerniera della tenda di fianco alla tua che apre la nuova giornata all’insegna della meravigliosa vita nella savana.

Come dimenticare quella mia pseudo manicure in quello “pseudo bagno”, seduta sul coperchio del “WC”, ignara della presenza di due elefanti intenti a mangiare le foglie delle piante dietro a me, mentre i tuoi amici … si godono lo sornioni la scena? Chi se la dimentica?

E quella sera, con cena al lume di piccole torce nel buio piu’ buio della notte, con gli elefanti che scorticavano i rami sovrastanti le nostre tende? Niente male per la prima notte in campeggio!

E poi il ridere a crepa pelle quando una mattina abbiamo realizzato di aver avuto come ospite inaspettato in bagno, un grosso babbuino, che molto educatamente aveva pure centrato in pieno il WC!

Scopro con estremo stupore e profonda commozione come sia “grande” Madre Natura e il suo regno animale con caratteristiche uniche di adattamento, di riconoscimento di suoni tra specie diverse e di capacità di sopravvivenza secondo la cosiddetta “ Legge della Natura”.

Per la seconda volta (e sempre grazie all’Africa) nel mio bagaglio per il ritorno in Italia porto con me lacrime sincere, ricche ….intrise di emozioni indimenticabili... indelebili... lasciando parte della mia anima “ virtualmente” qui.

Elena

p.s. un grazie a Davide Pianezze che ha reso possibile tutto ciò. Sei un grande!